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I miei due cuori nomadi di Omar Rizq

 

Omar Rizq, si è laureato alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere nella sua città natale, dove ha poi insegnato per quattro anni lingua araba agli studenti. Attualmente lavora come impiegato, sempre a Genova.

 

 

 

Omar, la storia di un bambino coetaneo di mia figlia. Una storia che conoscevo dall’esterno.

In questo libro racconta in prima persona le sue vicissitudini di bambino stritolato tra le differenze culturali.

Ricordo ancora il pensiero all’epoca di noi genitori pensando a Omar portato in Kuwait poco prima l’invasione del paese da parte dell’Iraq e la guerra conseguente del 1990.

La famiglia che gestisce la cartoleria sotto casa, una bella famiglia: il papà arabo ai nostri occhi così preciso nel lavoro, la mamma sempre presente

E poi la notizia. Omar portato dal papà via dall’Italia in Kuwait. Le notizie in TV con le immagini di guerra il pensiero a quel bambino.

Ora il racconto visto dall’altra parte: i conflitti e le vicissitudini di un bambino occidentale obbligato a vivere in un mondo culturalmente distante.

Le sue battaglie e le sue sconfitte raccontate con lucidità senza mai trasparire odio.

Le due civiltà che penalizzano ognuna per la propria parte le aspirazioni di un bimbo, poi ragazzo ed infine adulto.

Quella medio-orientale con la cultura e le regole non sempre accettabili dalla nostra cultura occidentale. E perché no la violenza della nostra civiltà nel negare a Omar un ruolo, quello del mediatore culturale, che avrebbe dato molto più senso alla sua dura esperienza solo per il fatto che sul suo passaporto è scritto “Cittadino Italiano”.

E poi la forza della mamma che non molla mai. Anche lei mai un pensiero di odio. Eppure, ha combattuto una battaglia senza perdere di vista l’obiettivo: volere il bene di Omar.

Per lui probabilmente scrivere questo libro può avere significato metabolizzare questo percorso di vita e di crescita fra le sue due culture, i suoi due cuori

 

 

Buona lettura!!!

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